Un modello matematico che preveda le possibilità di successo alla PMA: fantascienza o realtà?

Un modello matematico che preveda le possibilità di successo alla PMA: fantascienza o realtà?

Non proprio realtà, ma a quanto pare ci andiamo vicini, secondo un gruppo di ricercatori guidati da David McLernon, dell’Università di Aberdeen. Il calcolatore online da loro ideato predirrebbe le possibilità di una coppia di concepire, dopo un unico ciclo di FIVET/ICSI e dopo 6 cicli.

I dati analizzati riguardano 113 873 donne sottoposte a 184269 cicli FIVET/ICSI tra 1998 e 2008. Di queste, 33154 (29,1%) hanno avuto una gravidanza dopo il primo trattamento e 48 925 (43%) dopo 6 trattamenti.

L’analisi dei dati ha dimostrato come le probabilità di concepimento diminuivano con l’aumento dell’età della donna e con una maggiore durata dell’infertilità. Dopo il transfer i maggiori predittori di gravidanza sono numero di ovociti raccolti, la crioconservazione di embrioni sovrannumerari, il grado dell’embrione al momento del transfer.

Ad esempio, prima del trattamento, una donna di 30 anni con due anni di infertilità idiopatica ha il 46% di possibilità di avere un bambino dopo il primo trattamento e una probabilità del 79% dopo tre. Se la paziente ha un recupero di cinque ovociti nel primo trattamento seguita da un singolo embryo transfer senza embrioni crioconservati, le sue probabilità diminuiscono al 29% e al 59%, rispettivamente.

Questo strumento online è il primo a fornire stime cumulative di successo su più cicli completi di FIVET/ICSI, fondamentale nello spiegare alle coppie che il primo tentativo non sempre è risolutivo e che l’aumento dell’uso di embrioni congelati sta ad indicare ulteriori possibilità all’interno di un ciclo.

Alcune caratteristiche potenzialmente importanti quali indice di massa corporea, assunzione di fumo e alcol non erano disponibili durante lo sviluppo dello strumento e la loro inclusione potrebbe migliorarne la precisione.

Secondo i ricercatori, questo strumento contribuirà a plasmare le aspettative delle coppie, consentendo loro di pianificare i loro trattamenti in modo più efficiente e di prepararsi emotivamente e finanziariamente.

Hanno però anche puntualizzato: “Al momento non consigliamo l’utilizzo di questi modelli per decidere se le coppie debbano iniziare o meno un trattamento di PMA”.

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