Preservazione fertilità

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La richiesta di preservazione della fertilità da parte della società è aumentata negli ultimi tempi. E’ rivolta a quei pazienti (donne o uomini) che si trovano a dover posticipare la ricerca di gravidanza sia per ragioni sociali che mediche.

Motivazioni mediche:

  • Pazienti con funzione ovarica a rischio ovvero quelle pazienti con diagnosi di cancro che saranno sottoposte a chemioterapia o radioterapia, colpite da malattie autoimmuni per le quali ci sarà bisogno di chemioterapia, in caso di trapianto del midollo osseo o di donne a rischio di subire ripetuti interventi chirurgici dell’ovaio, come ad esempio le pazienti affette da endometriosi.
  • Uomini affetti da tumori testicolari o che comunque dovranno sottoporsi a terapie oncologiche, ma anche nel caso di malattie autoimmuni, parametri ormonali alterati, severa oligospermia.
  • Oppure si decide di congelare il seme semplicemente per contrastare l’effetto di fattori patogeni quali infezioni, prostatiti, varicocele ecc o più semplicemente l’invecchiamento tissutale.

Motivazioni sociali:

  • E’ possibile scegliere di preservare la propria fertilità anche senza prescrizione medica, semplicemente per un motivo “sociale”. Donne che decidono di posticipare la maternità per ragioni varie, o perché la loro situazione economica o lavorativa in quel momento non è ideale per la procreazione. La crioconservazione degli ovociti è un’opzione per quelle donne che non hanno un partner e che vogliono comunque preservare la loro fertilità.

Quando si tratta di un’indicazione medica, come nel caso di pazienti che dovranno ricevere un trattamento oncologico, è fondamentale che si stabiliscano una pronta comunicazione e sincronizzazione tra il centro oncologico ed il centro di riproduzione, visto che la buona riuscita della preservazione dipenderà dalla celerità e dall’organizzazione.

Il danno gonadico, conseguenza dei trattamenti oncologici, dipende dal tipo e dal dosaggio della chemioterapia e dall’età. Una delle possibili conseguenze è l’amenorrea (scomparsa del ciclo mestruale) e la drastica diminuzione della riserva ovarica.

Considerando che la riserva ovarica diminuisce con l’avanzare dell’età e che la qualità ovocitaria può essere influenzata da fattori genetici, ambientali e tossici a cui la donna può essere esposta durante la propria vita, è consigliabile sottoporsi a crioconservazione fino a quando la riserva ovarica è adeguata, generalmente fino ai 35-38 anni.

Le tecniche per preservare la fertilità sono:

1-Crioconservazione di ovociti

2-Crioconservazione di tessuto ovarico e successiva maturazione ovocitaria in vitro

3-Autotrapianto ovarico

4-Crioconservazione del liquido seminale

Per la crioconservazione degli ovociti è necessario sottoporsi a stimolazione ovarica e a successivo prelievo ovocitario. Solo gli ovociti ritenuti maturi ed idonei potranno essere crioconservati.

Oltre al congelamento degli ovociti esiste la possibilità di congelamento del tessuto ovarico che viene suddiviso in numerosi piccoli frammenti immediatamente congelati e crioconservati fino al momento dell’impiego. Questa tecnica risulta essere particolarmente idonea per preservare la fertilità in pazienti molto giovani e in età prepuberale.

La trasposizione ovarica, infine, consiste nello spostare le ovaie il più lontano possibile dal campo di irradiazione nel caso di trattamenti antitumorali.

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